In memoria di Silvio Coppola
uno dei progettisti più poliedrici e versatili del '900

(Brindisi 1920 | Milano 1985)

I Manifesti Pubblicitari


Ne sono scaturiti degli oggetti di design di grande pregio, sia per il loro aspetto grafico che per il materiale con cui erano realizzati: pezzi che sono andati a ruba tra i collezionisti, in un periodo in cui collezionare manifesti era una consuetudine capillarmente diffusa.

❝A Silvio Coppola si deve il merito di aver proposto per primo il manifesto pubblicitario alle aziende italiane quale strumento di divulgazione dei loro prodotti al grande pubblico, ai non addetti ai lavori.❞

Giancarlo Bernini, Ottagono (n.30,1973)

Mostra Made in Italy, La grafica italiana negli anni dello sviluppo industriale, Biblioteca Bratislava, 2016 (particolare)

Photo credits: Centro di Documentazione sul Progetto Grafico, Aiap

Editori Paolo Bellasich e Roberto Bossi, Milano - Serie Segno/Parola (con Luigi Veronelli),1969

Laminati Plastici SpA, 1969

Laminati plastici Spa, Serie Animaghi, 1970

Ristorante el Prosper, 1969

Five British Graphic Designer, Mostra di grafica pubblicitaria nello show-room Ambienti, Milano, 1968 (organizzata da Silvio Coppola e selezionata da Germano Facetti)

Editori Paolo Bellasich e Roberto Bossi, Milano - Serie Il Traffico (Tante le ruote, strette le vie), 1967

Ristorante el Prosper, "La mela ti aspetta al varco" Serie manifesti labirinto, 1980

Ristorante el Prosper, "La mela al centro dell'attenzione", Serie manifesti labirinto, 1980

Ristorante el Prosper, "La mela arrampicatrice", Serie manifesti labirinto, 1980

Altri manifesti: Archivio Storico del Progetto Grafico / Fondo Silvio Coppola, Aiap 

La Serie Animaghi

I manifesti della Serie Animaghi: alcuni furono progettati inizialmente per la Laminati Plastici SpA, mentre altri vennero raccolti nella brochure «Gli Animaghi»

❝ Rappresentano il bestiario pop-grafico dell'età dei consumi, un bestiario "oggettuale" in manifesti da guardare, appendere, regalare, collezionare, lasciare in lascito al Museo Municipale della città natale.❞ 

Brochure "Gli Animaghi", Sisar Edizioni, Milano, 1973

La civetta di zerbino
Serie Animaghi, Laminati Plastici SpA, 1970

Il rinoceronte d'acciaio krupp
Serie Animaghi, Laminati Plastici SpA, 1970

Il tacchino pasticciere
Serie Animaghi, Laminati Plastici SpA, 1970

La rana dagli occhi di latta
Serie Animaghi, Laminati Plastici SpA, 1970

Educazione al risparmio
Serie Animaghi, Credito Emiliano SpA, 1982

Educazione al risparmio
Serie Animaghi, Credito Emiliano SpA, 1984

Requiem per un pechinese
Brochure "Gli Animaghi", 1973

Corri, bisonte, corri
Brochure "Gli Animaghi", 1973

L'unico elefante buono è un elefante morto
Brochure "Gli Animaghi", 1973

Archivio Storico del Progetto Grafico / Fondo Silvio Coppola, Aiap 

Le Copertine Feltrinelli


Dove Silvio Coppola ha di certo lasciato un'impronta inconfondibile è nella grafica editoriale. Qui il suo linguaggio innovativo si è imposto "creando dei veri e propri capolavori entrati a far parte della storia della Grafica internazionale".

❝La sua progettazione si connota per l’estrema versatilità realizzando per la Feltrinelli copertine dissimili tra loro, ma sempre evocative del contenuto del libro, dove il lettering le caratterizzava strutturandosi formalmente nel layout o fondendosi con l'immagine.

Universale Economica Feltrinelli, UE n.520

Universale Economica Feltrinelli, UE n.521

Universale Economica Feltrinelli, UE n. 459

Collana “Gli Astri” Feltrinelli, n. 3

Universale Economica Feltrinelli, UE n.561

Universale Economica Feltrinelli, UE n.484

Universale Economica Feltrinelli, UE n.483

Universale Economica Feltrinelli, UE n.499

Universale Economica Feltrinelli, UE n.465

Universale Economica Feltrinelli, UE n.406

Altre copertine: Archivio Storico del Progetto Grafico / Fondo Silvio Coppola, Aiap

I Franchi Narratori


A partire dal 1970, quando la Feltrinelli gli affidò il progetto grafico della collana "Franchi Narratori" (1970-1983), Silvio Coppola ebbe un autentico colpo di genio, inventando un format assolutamente rivoluzionario.

Scelse infatti di impiegare solo immagini forti, violente, un bianco e nero a volte contaminato dal rosso: una sorta di «abstract creativo» con l'intento di immergere il lettore nei contenuti roventi che avrebbe trovato all'interno..

❝Altro elemento originale lo troviamo nel logo della collana - anch'esso caratterizzato da una grafica forte, incisiva, penetrante - in calce a ogni copertina - che assieme alle immagini si estende, in una soluzione di continuità, dalla prima di copertina alla quarta, fino ai risvolti.❞

Siamo negli anni "caldi" dell'impegno ideologico e politico della Feltrinelli, anni che vedono nascere libri lontani dai cliché usuali della narrativa di genere.

La collana raccoglie quei testi "irregolari", in cui si narrano esperienze direttamente vissute dagli autori e che rappresentano spaccati di problematiche profondamente vincolate alla situazione socio-culturale di quegli anni.

Le copertine acquistano da subito, fin dai primi titoli pubblicati, una forte caratterizzazione formale dai toni sovraccarichi: un "biglietto da visita maleducato".

Per farlo Silvio Coppola utilizza la fotografia - scelta, costruita e lavorata ad hoc - scontornata, manipolata, talvolta ripetuta in montaggi e sequenze diversi, girata ed elaborata. L'obiettivo è ottenere quella capacità di "evocazione" immediata, violenta e a tratti provocatoria.

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.1

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.3

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.7

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.15

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.19

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.4

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.6

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.9

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.10

Collana Franchi Narratori Feltrinelli, n.16

Altre copertine: Archivio Storico del Progetto Grafico / Fondo Silvio Coppola, Aiap

appendice
Il Design Editoriale e la contaminazione della Poesia Visiva

Parlare di Silvio Coppola in relazione alla "poesia visiva" significa esplorare l'incrocio tra grafica d'avanguardia e sperimentazione artistica degli anni '60 e '70. Esponente chiave del modernismo milanese e amico di Ugo Carrega (fondatore nel 1974 della galleria il Mercato del Sale), Coppola non fu un poeta visivo in senso stretto, ma un formidabile catalizzatore di questa rivoluzione attraverso il design editoriale.*

*Nell'archivio Silvio Coppola della Fondazione Ragghianti — nello specifico all'interno della sezione Mostre (1969-1985), punto B.2 (Galleria Mercato del Sale Milano) — si conservano cinque fascicoli di documentazione prodotta per diverse esposizioni tra il 1975 e il 1982. In particolare, il Fascicolo 5 custodisce bozzetti originali, schizzi e disegni grafici di quadri di Coppola, oltre ad appunti per la realizzazione di opere e schizzi vari relativi a lavori come "Carnevale" e "Maldicenza".

Scardinando la gabbia tipografica tradizionale con accostamenti esasperati e troncamenti, Coppola ha creato cortocircuiti in cui il titolo si trasforma in un'immagine dinamica, anticipando i linguaggi dei mass media.

In sintesi, mentre la poesia visiva usava la pubblicità come contestazione, Coppola ha fatto il percorso inverso: ha portato il rigore del design nella sperimentazione per dimostrare che la parola è, anzitutto, un'immagine.

Nelle sue mani il supporto smette di essere un contenitore passivo. Attraverso l'esplorazione di nuovi concept creativi, l'uso di linguaggi logo-iconici e la sperimentazione sul lettering, Coppola spinge i limiti del visual verso inedite modalità espressive.

In perfetta sintonia con il titolo della mostra, questo raro e straordinario manifesto di Coppola scardina le regole tradizionali della lettura. Scomponendo il logo in un gioco visivo tra spazi positivi e negativi, l'autore trasforma l'incastro geometrico in un affascinante semantema capovolto.

Silvio Coppola, serigrafia su acetato per la mostra “Semantemi”, Comune di Volterra, Spazio Multimediale, Palazzo dei Priori, 1983 (foto tratta da sutogallery.nl)

❝ L'unione tra rigore progettuale e sperimentazione visiva, per dimostrare come il lettering sia, prima di tutto, un'immagine.

[Silvio Coppola]

Pagina pubblicitaria "Produce in serie mobili personali", Bernini, 1969

Manifesto Segno/Parola (con Luigi Veronelli) "In ogni bicchiere di vino un’immagine di giovane donna, 1969

Copertina, Universale Economica Feltrinelli, UE 511, 1965

Copertina, Universale Economica Feltrinelli, UE 520, 1966

Crediti immagini: Archivio Storico del Progetto Grafico/Fondo Silvio Coppola, Aiap