In memoria di Silvio Coppola
uno dei progettisti più poliedrici e versatili del '900
(Brindisi 1920 | Milano 1985)
Il gruppo Exhibition Design
La nascita del gruppo Exhibition Design coincide con un periodo - la seconda metà degli anni '60 - di crisi e di ridefinizione dell'identità delle discipline condivise tra grafica e disegno industriale.
Nell'introduzione al catalogo Progetto/Struttura - Metodologia del design, edito in occasione della mostra al Museo Progressivo d'Arte Contemporanea Città di Livorno (1975), si rimarca il fallimento del radical design nel dialogo con l'utente finale, prospettando un designer che eviti di porsi come mediatore tra una domanda viziata dagli interessi di mercato e produzione e che sia capace ancora di fare e di divulgare la ricerca e la sperimentazione nel dialogo tanto con le masse quanto con l’industria.
❝Se il design è percepito come avamposto del consumismo capitalista, tanto da parte delle correnti radicali quanto all’interno dell’ADI, la grafica italiana, dinanzi all’avanzare delle agenzie di stampo americano a servizio completo, prende consapevolezza dello scoramento graduale dalla pubblicità.❞

La filosofia del gruppo Exhibition Design
Il gruppo di ricerca Exhibition Design (ED) nacque nel vivo del fermento socio-culturale del design industriale italiano, individuando nella sperimentazione un punto di convergenza tra le metodologie del graphic design e quelle del design industriale. I membri del gruppo si concentrarono in particolare sul concetto di pre-design — ovvero l'attività che precede il progetto vero e proprio — con l'obiettivo di mettere in mostra non tanto il prodotto finito e il suo aspetto estetico, quanto il metodo logico impiegato per accostarsi a esso.
La scelta del nome evidenzia chiaramente il manifesto del gruppo: concepire lo spazio espositivo come un'occasione d'incontro con il pubblico, una piattaforma in cui condividere i risultati delle indagini condotte e il metodo di lavoro stesso.
Sebbene l’operato di ED (la cui parabola si esaurì intorno al 1976) abbia avuto un'eco modesta nel dibattito contemporaneo, il gruppo guidato da Silvio Coppola fu capace di proporre una riflessione concreta sul ruolo del designer nella società. Investendo nella sperimentazione, ED seppe rimodellare lo spazio espositivo in un luogo di diffusione e dialogo prima ancora che di esibizione, rappresentando così un nuovo paradigma nella relazione tra domanda, produzione e progettista.
Il gruppo ED che lavora sui laminati plastici, 1969. Nella foto: Bruno Munari, Silvio Coppola, Franco Grignani, Giulio Confalonieri
Design ricerche plastiche, 1969.
Nella foto: Bruno Munari, Franco Grignani, Giulio Confalonieri, Silvio Coppola
Sei grafici italiani presentati da Hispano Olivetti, Copenaghen, 1971. Nel manifesto sono presenti i profili stilizzati di Franco Bassi (Olivetti), Giulio Confalonieri, Silvio Coppola, Franco Grignani, Bruno Munari, Pino Tovaglia
ph. © Ugo Mulas e Jurgen Becker [tratte dal sito pinotovaglia.it]

Fonti
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Fonti consultate per questa sezione:
① Silvio Coppola un'eredità smarrita, Collana DesignVerso, Scuola del Design, Politecnico di Milano, 2023
② Vittorio Fagone e Lara-Vinca Masini, Progetto/Struttura - Metodologia del Design, 1975
③ Silvio Lorusso, Il design diluito, silviolorusso.com, 2020